DOCUMENTI


VIDEO 1

Strade di Sorrento nel 1800

VIDEO 2

Francesco Grandi

 

Articolo su Grandi "Garibaldino"

 

Letto intarsiato dal Grandi

 

Chistro di S, Francesco

 

Sezione Tessuto


Sezione Stampa


Sezione Metalli

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La Storia dell' Istituto D'Arte "F. Grandi"

Nella seconda metà dell’Ottocento, mentre le botteghe artigiane si  sviluppavano lungo le vecchie strade di Sorrento, l’intarsio acquistò il peso d’industria principale nell’economia locale grazie alla crescente domanda di souvenir ed oggetti d’arredamento (tavolini, cofanetti, vassoi) richiesti dai visitatori italiani e stranieri.
Nacque così l’esigenza di affiancare ai pochi laboratori, ai quali fino ad allora era stata affidata la formazione di nuovi artigiani, una vera scuola in modo da realizzare una maggiore qualificazione professionale e confermare i risultati che la tarsia Sorrentina aveva già conquistato.
Principale promotore dell’iniziativa fu Francesco Grandi (1841 – 1934), ex garibaldino che aveva scelto Sorrento come sua seconda patria.
La Scuola di Disegno, sotto la direzione di Francesco Grandi, fu effettivamente attivata, il 5 aprile 1885 con un corso serale di disegno, intarsio ed ebanisteria, tenuto nell’ex convento dei Teatini, in Piazza Sant’Antonino, (oggi sede municipale) per opera dell’Amministrazione comunale e con il contributo finanziario del Banco di Napoli.
La Scuola vide progressivamente aumentare il numero degli allievi anche per l’alto impegno profuso da Francesco Grandi, Direttore della stessa istituzione dal 1886 al 1914, nonché insegnante di ornato e figura.
Tra i suoi collaboratori ricordiamo il prof. Arturo Guidi (1844 –1911) docente di plastica ornamentale ed intaglio ed il prof. Antonino Maresca (1852 – 1930) per il Disegno geometrico, di cui riparleremo.
I lavori realizzati da questi maestri dell’intaglio ebbero riconoscimenti internazionali (Mostra di Chicago del 1893, medaglia d’argento Esposizione universale di Parigi del 1900 nella sezione “Enseignement special, industrial e commercial” e furono apprezzati da Sovrani e Papi, costituendo tuttora una parte importante di collezioni e mostre presso i Musei di tutto il Mondo (Città del Vaticano, Irlanda, Brasile, Stati Uniti).
Nel 1930 avvenne il trasferimento nei nuovi locali annessi al Chiostro di San Francesco (dove tuttora ha sede la sezione Arte del Mobile).
Un’altra industria di antica origine confluita negli insegnamenti dell’Istituto d’Arte è quella della lavorazione dei tessuti.
Nell’800 accanto alla coltivazione degli agrumi, della vite, dell’ulivo e del noce era diffusa infatti nella Penisola Sorrentina la coltivazione del gelso, che permetteva l’allevamento del baco da seta.
Si era sviluppata in decine di laboratori a carattere familiare un’interessante produzione di tessuti che, accanto ai lavori all’uncinetto ed alla lavorazione di cappelli di paglia, rifornivano mercati nazionali ed internazionali.
La lavorazione della seta, che precedeva addirittura la nascita dell’intarsio sorrentino, aveva un certo rilievo economico costituendo per molte famiglie contadine una fonte di reddito.
I vari filatoi, alimentati da numerosi allevamenti (tra cui il più noto quello di Petrulo, a Piano di Sorrento) fornirono, nel corso dell’Ottocento, una quantità crescente di seta, che piccole fabbriche locali trasformarono nei caratteristici prodotti (sciarpe, nastri, guanti, calze, berretti borse) venduti nei negozi sorrentini e napoletani o destinati all’esportazione.
Anche l’arte della stampa e della fotografia ha profonde radici nel nostro territorio.
Quando i vari Alinari, Brogi, Sommer, Chauffourier, Anderson ed altri grandi pionieri della fotografia si recarono a Sorrento per seguire Reali Maestà e principi famosi e per puntare i loro obiettivi sugli ampi e sereni scenari della penisola delle sirene, i fratelli De Luca erano già a lavoro e le prime foto di questi artigiani sorrentini della fotografia risalgono al 1861.
Per l’arte dei Metalli e dell’Oreficeria ci dobbiamo rifare alle notizie di viaggiatori e storici del tempo che testimoniano la bravura di ottimi artigiani.Dunque fin dalla sua nascita l’ISA di Sorrento, intitolato al suo fondatore “Francesco Grandi”, può essere definito a ragione, un Bauhaus ante litteram, anticipatore di modelli didattici che oggi si vogliono recuperare, fondendo arte ed artigianato, istruzione e formazione, scuola e mondo produttivo.
Ed i continui progetti e stage presso varie aziende realizzati negli ultimi anni sono una prova ed una testimonianza di una volontà di rinnovare il proprio “fare istruzione artistica” al passo coi tempi e la domanda del mondo produttivo del territorio.

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